Come è fatta la plastica?

Quando sentiamo parlare di plastica, ci vengono in mente immagini come queste:

Spesso però dimentichiamo che di plastica sono fatti anche alcuni dispositivi medici e chirurgici come il rene artificiale e la valvola cardiaca, indispensabili per salvare le vite delle persone. Di plastica sono anche i camici, le mascherine, gli occhiali di sicurezza e i guanti sterili dei chirurghi. Questo materiale gli consente di evitare il contagio del paziente.

Di plastica sono anche le lenti a contatto o le lenti dei miei occhiali. Perchè sono più leggere, resistenti e durature. Per chi come me ha portato gli occhiali negli anni 80-90, ricorderà benissimo quanto pesavano quelle lenti di vetro sul naso.

La plastica è presente anche in gran parte del nostro abbigliamento. Ad esempio la gomma delle suole, oppure i tessuti tecnici, ma anche i jeans o le magliette. Basta leggere l’etichetta per scoprire tante cose su ciò che indossiamo.

Ma questo è argomento per un altro video.

Di plastica sono fatti anche parti dei nostri elettrodomestici, smartphone, PC, tablet, i mobili da giardino, televisori e telecomandi. 

Con la plastica sono fatte anche le vernici utilizzate per dipingere le pareti di casa, i tavoli e i mobili.

Di plastica sono costruiti i materiali di rivestimento degli appartamenti per lasciarli caldi d’inverno e freschi d’estate riducendo anche il consumo energetico per climatizzarle.

Ma cos'è la Plastica?

La parola plastica deriva dal greco “plastikos” e significa “adatto per essere modellato” in riferimento alla capacità di questi materiali di poter essere lavorati con relativa facilità.

Più che di plastica, bisognerebbe parlare di plastiche perchè ne esistono centinaia e centinaia di tipi diversi per le più disparate applicazioni, dai giocattoli per l’infanzia ai componenti degli Shuttle.

L’utilizzo delle plastiche in quasi tutti i campi è stato possibile grazie alla sua estrema versatilità.

E’ un materiale leggero, un ottimo isolante elettrico, termico e acustico. Alcune di esse resistono agli agenti corrosivi come gli acidi e le basi. E’ un materiale molto economico, rispetto agli altri. E’ facilmente lavorabile. Si può letteralmente costruire in base alle esigenze che si vogliono soddisfare.

Per queste caratteristiche ha sostituito, migliorandone le specifiche, i materiali come il metallo, il vetro, la ceramica, la carta e il cartone.

Come è Fatta la Plastica?

Nel linguaggio scientifico la plastica identifica una categoria di materiali detti polimeri. Sono caratterizzati da essere costruiti come una catena. I singoli anelli della catena legati tra loro sono chiamate “Unità Ripetitive” perché si ripetono tutte uguali l’una all’altra.

Prendi, ad esempio, un fermaglio, quello utilizzato per raccogliere i fogli. Prova adesso a formare una catena con i fermagli. Quello che stai costruendo è un modello in scala di polimero, ovvero di plastica.

Questa catene di polimero sono molto molto lunghe. Migliaia e migliaia di anelli per ogni singola catena!

Il mouse qui accanto, è costituito da migliaia di queste catene di polimero attorcigliate tra loro a formare un unico corpo solido.

Ma come si riesce a lavorare la plastica?

La particolarità è che questa catene, opportunamente riscaldate, possono scorrere l’una sull’altra rendendo questo materiale malleabile e modellabile.

Questa caratteristica li rende idonei ad essere filati, ad ottenere dei film o degli oggetti pieni che a temperatura ambiente diventano solidi.

Alcuni polimeri (plastiche) possono essere rifusi e rilavorati teoricamente all’infinito. Vengono scientificamente definiti termoplastici.

Altri, invece, dopo la prima fusione, anche se riscaldati, perdono la caratteristica di essere rilavorati. Questi vengono definiti termoindurenti.

Perchè le plastiche sono diverse?

I polimeri hanno caratteristiche molto diverse tra loro. Basta pensare ai giocattoli, ad alcuni accessori che abbiamo in casa e ai componenti tecnologici.

FAR VEDERE UN GIOCATTOLO, UNA MAGLIA TECNICA E UNO SMARTPHONE

Le diverse caratteristiche dei polimeri sono date dalle molecole di partenza, gli anelli che servono a costruire la nostra catena, dette monomeri.

Nel video potrai vedere 3 diverse tipologie di polimeri tra i più usati al mondo.

Come possiamo classificare i vari polimeri?

Polimeri naturali. Ottenuti da sostanze presenti in natura. I polimeri naturali sono stati i primi ad essere utilizzati. Essendo prodotti dalla natura, spesso capita che non hanno sempre le stesse caratteristiche desiderate. Ad esempio pensiamo al tessile (cotone, lana, seta), al cartario e al legno. Sono tutti materiali costituiti da polimeri naturali che vengono lavorati per ottenere il prodotto finito.

Alcuni esempi sono il cotone (formato da cellulosa pura), la seta, il caucciù e l’amido (estratto principalmente dalle patate).

Spesso questi polimeri naturali necessitano di alcune operazioni di estrazione per poterli lavorare. Ad esempio, l’amido non è disponibile subito dalla patata ma è necessario estrarlo e purificarlo per poterlo utilizzare.

Polimeri artificiali. Sono ottenuti da lavorazioni chimiche di polimeri naturali. Sono in pratica polimeri naturali modificati per ottenere alcune caratteristiche desiderate. Un esempio è la celluloide ottenuta dalla cellulosa che è un polimero naturale che veniva usata come pellicola cinematografica o fotografica, prima del digitale. 

Oppure la vulcanizzazione del caucciù per ottenere il materiale di base di molti prodotti in gomma morbida.

Fu inventata dall’inventore statunitense Charles Goodyear al quale fu dedicato il nome di una nota marca di pneumatici.

Polimeri di sintesi. Di questi polimeri sono fatti la stragrande maggioranza dei prodotti in plastica presenti al mondo. Sono ottenuti essenzialmente dal petrolio per trasformazione chimica. Sebbene solo il 4-6% di tutto il petrolio estratto viene utilizzato per fare la plastica. I polimeri di sintesi più famosi sono il PET, il polipropilene e il polietilene.

Tra i polimeri di sintesi esiste una categoria che ultimamente si sta sempre più affermando. Sono le bioplastiche o biopolimeri. Sono polimeri ottenuti da fonti rinnovabili. Ne esistono di 2 categorie:

Quelle delle bio-plastiche simili a quelle prodotte dal petrolio (come il polietilene) ma che utilizzano biomasse come la canna da zucchero.

La seconda categoria è quella delle nuove bio-plastiche che, cioè, non possono essere ottenute dal petrolio come l’acido polilattico ottenuto dall’amido (delle patate ad esempio). 

La produzione totale di biopolimeri nel 2018 è stata di oltre 2,1 milioni di tonnellate (pari allo 0,6% del totale) ma la tendenza è in crescita. [https://www.european-bioplastics.org/market/]. 

Ricapitoliamo

Le plastiche sono materiali molto resistenti, cioè non tutte vengono distrutte dalla natura in breve tempo. Per cui restano nell’ambiente per anni e anni accumulandosi.

Del perchè le plastiche sono “indistruttibili” ne parleremo in un altro articolo/video.

Quel che possiamo fare noi per ridurre o eliminare i rifiuti di plastica e dare una mano all’ambiente è:

  • RIDURRE. Non acquistare la plastica che non ci serve davvero. Ad esempio, in casa preferiamo i piatti in ceramica a quelli monouso.
  • RIUTILIZZARE la plastica per aumentare il tempo d’uso
  • RICICLARE la plastica in modo corretto

Cos'altro?

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